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GIORNATA EUROPEA LOGOPEDIA 6 MARZO 2012: LA BALBUZIE
COMUNICATO STAMPA
6 marzo 2012 – Giornata Europea della Logopedia
“LIBERA LE PAROLE” E COMBATTI LA BALBUZIE
FILO DIRETTO CON I LOGOPEDISTI DAL 5 AL 9 MARZO
Un numero di telefono (049.8647936, una email info@fli.it e un sito internet www.fli.it) saranno a disposizione dei cittadini, degli insegnanti e di tutti coloro che sono interessati all’argomento
Un filo diretto per aiutare chi balbetta a ‘liberare le parole’. In occasione della Giornata Europea della Logopedia del 6 marzo, dedicata alla balbuzie, anche quest’anno la Federazione Logopedisti Italiani (Fli) si presta a celebrare l’iniziativa, proposta dal Comitee Permanent de Liaison des Orthophonistes-Logopèdes de l’Union Europeénne (CPLOL), con numerose iniziative su tutto il territorio nazionale. Dal 5 al 9 marzo sarà aperto un filo diretto con i logopedisti, i professionisti sanitari incaricati di ‘riabilitare’ i pazienti con balbuzie: basterà chiamare il numero 049.8647936 o inviare una email a info@fli.it per ottenere immediatamente notizie sulla patologia, consigli ufficiali e il nome del logopedista più vicino a casa. Inoltre è aperta una pagina dedicata sul sito della Federazione dei Logopedisti (www.fli.it) con molte utili informazioni.
“La balbuzie – spiega Tiziana Rossetto, presidente della Federazione di Logopedisti Italiani – è un disordine evolutivo del linguaggio che impedisce di parlare in modo fluido. Di solito si manifesta nei bambini tra i 3 e i 5 anni e, se non curata in modo adeguato, può raggiungere l’età adulta. Ripetizioni e prolungamenti di suoni, sillabe o parole, così come esitazioni e blocchi di silenzio sono i principali sintomi. Si tratta di disfluenze involontarie, di cui il balbuziente è consapevole, ma che non è sempre in grado di controllare”.
La Balbuzie ha una prevalenza di circa l’1% nella popolazione e presenta un'incidenza del 4-5%. In Italia si contano quasi un milione di soggetti balbuzienti. “Esistono differenze sia legate al sesso che all’età – continua la presidente Rossetto – ed è infatti presente in un maggior numero di maschi rispetto alle femmine, con un rapporto che varia da 3:1 a 5:1. Nei bambini in pieno sviluppo linguistico, cioè sotto i quattro anni, questa differenza tra i sessi, si riduce ad un rapporto di 2 a 1. Il motivo di questa disparità non è ancora stato identificato ed è un campo di applicazione degli studi genetici, tuttavia diversi studi hanno evidenziato una differenza di maturazione nello sviluppo linguistico tra maschi e femmine”.
La pratica clinica di interesse logopedico con la balbuzie, è più frequente nei bambini piccoli che negli adulti. La stima prognostica, è che il 75-80% di loro torneranno gradualmente alla fluenza; qualora invece persista oltre i 12/18 mesi consecutivi le probabilità di una risoluzione spontanea diminuiscono e diventa necessario iniziare un percorso rieducativo.
La balbuzie può essere curata e può scomparire, ma dalla balbuzie non si può mai guarire completamente
Definizioni.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce la balbuzie come un: “disturbo del ritmo della parola, nel quale il paziente sa perfettamente cosa vuole dire, ma allo stesso tempo è impossibilitato a farlo a causa di arresti, ripetizioni o prolungamenti di suoni involontari” (W.H.O.,1977).
La definizione proposta da Wingate nel 1964 viene definita “standard” poiché è molto articolata e considera tutti gli aspetti del disturbo, risultando innovativa rispetto alle precedenti: “(a) La balbuzie è un’alterazione nella fluenza dell’espressione verbale, (b) caratterizzata da ripetizioni di sillabe o parole monosillabiche e prolungamenti di suono involontari, udibili o silenti. (c) Queste alterazioni avvengono frequentemente e non possono essere controllate dal soggetto. (d) Alcune volte queste disfluenze sono accompagnate da attività accessorie che coinvolgono gli organi fono-articolatori, i quali possono produrre emissioni stereotipate di suoni, o altre strutture corporee più o meno correlate alla produzione verbale. Queste attività sembrano essere direttamente correlate all’emissione verbale e sono caratterizzate da una componente di tensione. (e) Spesso sono presenti stati emotivi che variano da condizioni generali di tensione o agitazione a emozioni negative quali paura, imbarazzo o nervosismo. (f) La manifestazione più evidente della balbuzie è sicuramente l’incoordinazione dei meccanismi periferici dell’espressione verbale; (g) la causa è attualmente sconosciuta e può essere complessa e composita.”
A livello mondiale la balbuzie viene definita come un disturbo complesso, multifattoriale e multidimensionale determinato da fattori fisiologici, genetici, ambientali, cognitivi, emotivi linguistici. (Rustin 1986; Manning, 2001; Haley, De Nil & Conture 2005)
Tutte le variabili sopra elencate giocano un ruolo importante nell’insorgenza e nel mantenimento del disturbo (Gregory, 1999).
Attualmente non si conosce esattamente quale sia la causa. Gli esperti propendono, però, per una spiegazione multifattoriale, in cui la predisposizione genetica ha un ruolo importante. Oltre alla familiarità , incidono anche alterazioni organiche, come episodi di malattia e/o eccessiva debolezza fisica, o di disagio psicofisico.
La maggior parte delle balbuzie inizia nella prima infanzia, spesso tra il secondo e quinto anno di vita, anche se può comparire in età adulta: in questi casi però è frequente riscontrare che il soggetto ha sofferto in passato di una forma lieve o occasionale di balbuzie, di cui però non ha ricordi precisi o che non paragona al problema manifestato in seguito.
La probabilità di sviluppare il disturbo aumenta nei casi di storia familiare di balbuzie: infatti una percentuale di soggetti, che a seconda degli studi varia da 30% a 69%, con un parente di primo grado che soffre del disturbo lo manifesta a sua volta. Non bisogna però dimenticare che la balbuzie può comparire in soggetti nelle cui famiglie non vi è alcuna storia precedente: almeno il 25% di soggetti che balbetta si trova in questa condizione.
Le caratteristiche.
Questo complesso disordine è generalmente considerato un problema del flusso dell’eloquio di origine multifattoriale. Anche se la caratteristica più descritta è quella che riguarda gli aspetti del parlato (presenza di blocchi e ripetizioni), possono essere individuati altri elementi che variano da evidenti sintomi secondari (ammiccamento eccessivo delle palpebre, presenza di smorfie facciali) a sentimenti negativi di imbarazzo e ansia. Definire la balbuzie unicamente come un problema di fluenza equivale ad ignorare l’individuo, i suoi sentimenti e l’importanza che essa ha nella sua vita (Sheenan, 1984).
Il trattamento logopedico.
Un'enorme varietà di trattamenti è stata ed è utilizzata per gestire la balbuzie, con approcci metodologici e modalità estremamente disomogenei e differenti, in ambito sia nazionale sia internazionale.
Gli orientamenti più recenti hanno cercato di integrare approcci differenti (Bloodstein, 1995; Menzies et al. 1999) ed attualmente l’approccio terapeutico più indicato è quello GLOBALE ED INTEGRATO.
Il processo di trattamento dovrebbe essere suddiviso in tre fasi:
1. apprendimento della tecnica facilitante e gestione dell’attitudine comunicativa
2. trasferimento della stessa dal setting clinico alla vita quotidiana
3. mantenimento della fluenza raggiunta.
Trasversale a tutte le 3 fasi e fondamentale nel trattamento sono il counselling logopedico e la gestione dell’attitudine comunicativa, intesa come l’insieme di “pensieri, sentimenti ed emozioni collegati alla consapevolezza del disturbo” che accompagna il soggetto nella vita quotidiana.
Lo scopo della terapia è quello di aiutare il soggetto a trovare un giusto equilibrio tra il sentirsi a proprio agio rispetto alla propria verbalità e alla balbuzie, a posto con se stesso e diventare abile nel capire e nell’usare le tecniche di modificazione della fluenza al fine di diventare “un efficace comunicatore“ (Chamela K, & Reardon N. 2001).
Tutte gli opuscoli informativi e le notizie riguardanti gli eventi organizzati lungo il territorio italiano sono a disposizione sul portale della Federazione Logopedisti Italiani www.fli.it.
il giorno 6 Marzo puoi contattare la sede del Lazio che risponderà alle vostre chiamate al numero 06.5343042
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